Street

Amo molto la fotografia di strada. Quando posso la pratico con molto interesse, ma è estremamente difficile anche perché non basta andare in strada e scattare, ma bisogna saper cogliere l'attimo di un momento interessante. Esistono una infinità di combinazioni e di possibilità che a volte si basano su dettagli, particolari, sensazioni che emergono da gesti, sguardi ed improbabili coincidenze.

Quello che a me interessa nella fotografia di strada, è catturare un particolare momento fotografico, con il quale possa trasmettere un piccolo frammento di verità e che ognuno possa interpretare poi a suo modo. Quando riesco, su cento scatti, ad averne almeno uno interessante, penso che tutto questo valga la pena. Inoltre quello che amo della street è che in questo genere vale più il saper vedere, aspettare il momento, prevedere quello che potrebbe accadere, mentre la tecnica, seppur necessaria non sia invece così essenziale.

Passi e Sottopassi

Qui sotto alcune foto del Progetto "Passi e Sottopassi" che ho presentato in varie Mostre da 2012 ad oggi. Il Progetto viene aggiornato regolarmente visitando questi luoghi almeno due volte l'anno a Firenze al fine di documentare il cambiamento del gusto negli Artisti dal 2004, anno in cui è cominciata questa mia documentazione e ricerca. Adesso ho in archivio diverse migliaia di scatti.

Street in B/N

Trovo che, mentre il colore sia fondamentale per le foto postate sopra, il B/N invece sia il mezzo più idoneo per rendere al meglio la Fotografia di Strada. Qui sotto ne propongo alcuni esempi e sono tutti scatti in digitale dal 2004 al 2018. (Attualmente sto cominciando a scannerizzare anche foto del mio "grosso" archivio in analogico a cominciare dagli anni '70, ma il lavoro è lungo e noioso e chissà quando vedrà la luce).

Il Pensiero dell'amico Umberto Verdoliva sulla Fotografia di Strada:

"Io credo che una buona fotografia di strada funzioni nel momento in cui riesce ad attirare ed a far soffermare l’osservatore aprendogli un “piccolo mondo” su di un qualcosa che mai aveva potuto credere possibile o vedere prima, sollecitando in essi delle emozioni, degli interrogativi, la curiosità di vedere altro"