Chi sono

Sono l'uomo con il Cappello che saluta l'uomo con il Cappello, che saluta l'uomo con il Cappello ................ 

Ho iniziato a fotografare da ragazzo con l'Agfa Silette di mio padre e poi passato alla reflex negli anni '80 stampavo in B/N foto di Ritratti e Paesaggi. In quel periodo ho anche insegnato Teoria e Pratica della Fotografia per un lustro alla Scuola Svizzera di Firenze.

Oggi ho all'attivo diverse Mostre, su temi a me più consoni come le Urban Street e le Architetture Moderne  e su altri progetti personali fin dall'Analogico come le Gabbie Cittadine, Simbiosi e le Eteree Inconsistenze e che potete vedere nelle pagine subito successive a questa.

Inoltre porto avanti una mia personale sperimentazione con nuove idee, come ad esempio "Minimal", "Colori delle Ombre", "Cromatismi", "Sfere" e così via ....... e che potete vedere invece nelle pagina dedicata ai nuovi progetti

Infine nel tempo ho ricevuto diversi incarichi professionali da società nel campo della Pubblicità e da Associazioni culturali e politiche con Report su manifestazioni ed eventi in Italia ed all'Estero (vedi pagina Contatti).

Premessa

Ma la Fotografia deve essere uno specchio della realtà oppure può essere anche il frutto della nostra visione non attinente alla realtà stessa? Due scuole di pensiero. Sicuramente la Fotografia nacque per riprodurre la realtà circostante (si pensi alla prima fotografia in assoluto che ritrae il cortile della casa di Niepce, visto dalla finestra della sua stanza). Ma oggi è sempre e solo così o la Fotografia può essere considerata una forma d'Arte e quindi, come tale, può rappresentare anche altro? Di acqua sotto i ponti ne è passata molta dal quel lontano 1836. Allora forse oggi sarebbe il momento affinchè si parli meno di regole e di tecnica e più di contenuti.

Volare Liberi

La fotografia è sempre il risultato di una scelta arbitraria. Quindi essa risulta essere una narrazione fantasiosa di ciò che accade davanti alla fotocamera. La geometria, la prospettiva, la complessità dei volumi, le gradazioni dal bianco al nero, lo spettro dei colori e così via, sono alla base del linguaggio fotografico.

Non esiste quindi l’oggettività in fotografia, né la registrazione meccanica, sistematizzata poi in “opera d’arte”. Non ci sono leggi né regole (da rispettare) in fotografia, il visibile non è mai altro di ciò che accade nello sguardo del fotografo.

Ecco quindi il vero motivo per il quale oggi troviamo ovunque una moltitudine di "tecnici" del mezzo fotografico e pochissimi "poeti" della Fotografia!!!!!!

La libertà ci porta a commettere sbagli, ma ci induce anche ad imparare dai propri errori. In Fotografia poi, guai avere preconcetti di sorta, meglio sondare il proprio modo di vedere il mondo, senza paure o condizionamenti. Meglio Volare Liberi in un cielo periglioso che essere legati al filo delle certezze che impedisca di esprimerci al meglio.

(Sopra e Sotto due foto del Progetto "Liberate gli Aquiloni")

Il mio Motto

Saper vedere oltre è un dono prezioso che va preservato. Per nessun motivo esso può essere barattato con la voglia di omologazione nella ricerca spasmodica del successo o per avere un consenso a tutti i costi.

Mostre del 2018

Il sottotitolo della mostra è "Riflessi Reali e Riflessioni Virtuali" dato che la foto della Locandina è un riflesso reale su di un palazzo a vetri, mentre invece la foto qui sotto è una specchiatura di uno scatto fatto in verticale. PS: Altre foto della Mostra sono nella pagina del sito sulle "Architetture".

Mostra a Milano

Serata a Ferrara del 14 Giugno

Mostra a Firenze dal 15 Aprile al primo Giugno 2018

Le mie Foto (Stampe 50x76cm) al Korean International Photo Festival

Serata a Pisa il 20 Febbraio

Mostra a Siena dal 9 Febbraio al 2 di marzo

Prima di passare alle mie mostre più vecchie, ecco qui alcuni pensieri estemporanei sulla fotografia e sui fotografi:

 - Molti, troppi fotografi, reprimono il loro talento cercando di fare foto "omologate" per vincere concorsi ed avere successo. Altri invece vogliono mostrarsi al mondo per quel che sono, senza nessun tipo di condizionamento ed in piena libertà. Quest'ultimi, spesso bistrattati, sono quelli che preferisco. 

 - Non si fotografa con lo zoom, il mirino ed i filtri, ma si fotografa con la mente ed il cuore per trasmettere ad altri la propria visione del mondo. Solo così può nascere, non solo una "bella foto", ma anche una "buona foto". Ma la domanda di fondo è: quando è che una foto è una buona foto? 

 - Mi pongo molto spesso il quesito, specialmente vivendo la vita anche dentro un Club Fotografico, nel quale molti sono attenti solo ai concorsi. Foto perfette ma "fredde", tecnicamente ben fatte, ma che raramente mi emozionano. E qui sta il punto: quando è che una lettura, un quadro, una foto ci emozionano? Non ho una risposta, ci mancherebbe (so anche cosa ci sia di complicato dietro a questa domanda) e quindi nel tempo ho deciso che scatto solo se quel momento che entra nel mirino mi emoziona intimamente, senza pensare se possa essere valido o meno in assoluto, in un campo (il pensiero umano e l'arte) dove di assoluto non c'è proprio nulla!!!!

 - Penso perciò che lo scatto debba trasmettere agli altri il proprio modo di sentire e di interpretare il mondo senza nessun condizionamento. Ormai tutto si fa per vincere un concorso ed appuntarsi la medaglietta al petto o peggio.......... Chi non sta a questo gioco perverso resta fuori. Ma fuori ci sono fior fiori di fotografi che in fondo preferiscono raccontare se stessi per quel che sono e parlare agli altri senza infingimenti di sorta.

- Spesso vedo in costoro la capacità di andare dritti al nocciolo del problema, la capacità di dire qualcosa senza preoccuparsi di orpelli formali, la capacità di documentare e di raccontare. Tutte qualità inibite a chi cerca di conformare le proprie fotografie a quei canoni formali che le allontanano da quello che dovrebbe essere il compito principale della fotografia: quello di essere un linguaggio.

 

Mostre del 2017

Montevarchi (AR)

La Spezia

Firenze - dal Primo al 30 Giugno

Sesto Fiorentino (FI)

Carmignano (PO)

Le Mostre passate più recenti:

10 Settembre - 3 Novembre 2016 a Milano

Primo Maggio - 30 Giugno 2016 a Firenze

Giugno 2016 a Montevarchi

Sarteano - 2016


....... e quelle più vecchie

.... e alcune di quelle più vecchie

La mia prima Mostra solo in Digitale (Firenze nel 2004)

ColorMinimal - Pisa (2005)

Siamo Ombre - Siena 2006


Esposizioni negli ultimi 10 anni

2008 Arezzo - Arte e Psiche

2009 Spoleto - Nelle Volute del Tempo

2010 Impruneta - Cromatismi e Materia

2011 Campi Bisenzio - Sensazioni

2011 Lugano - Arte e Psiche 

2012 Firenze - Urban Solitude

2012 Roma - Riflessi&Riflessioni

2013 Montevarchi - Gabbie Cittadine

2013 Salisburgo - Osmosi

2014 Firenze - Eteree Inconsistenze

2014 Firenze - Gabbie Cittadine

2014 Siena - Siamo Ombre

2015 Greve in Chianti - LiberaMente

2015 Firenze - Un Attimo Prima del Nulla

2015 Firenze - Siamo Ombre

2016 Carmignano - Istanti Diacronici

2016 Fiesole - Un Attimo Prima del Nulla

2016 Firenze - Colori delle Ombre

2016 Sarteano - Istanti Diacronici

2016 Montevarchi - Riflessi&Riflessioni

2016 Milano - Istanti Diacronici (Tutte le Foto)

2017 Carmignano - Colori delle Ombre

2017 Sesto Fiorentino - Riflessi&Riflessioni

2017 Firenze - Urban Solitude

2017 Montevarchi - Istanti Diacronici

2018 Siena - Gabbie per Umani

2018 Pisa - La Città e l'Uomo

2018 Firenze - Réflexions Parisiennes

2018 Milano - Anime Perse

2018 Siena - Riflessi&Riflessioni

 

 

Cosa penso

Penso che quel che conti, nel raccontare per immagini, sia di cercare di tramettere agli altri il proprio modo di percepire le cose che ci circondano in una ricerca perpetua della propria interiorità e della percezione del reale.

Quindi fotografo non per documentare, ma per raccontarmi. Anche per questo non sono stato mai attratto dal consenso e dalla competizione, che spesso considero deleteri ai fini creativi

Dei pochi premi "ufficiali" da me ricevuti mi piace però citare la medaglia d'oro conquistata, come membro della Squadra Italiana del 2013, nel Campionato del Mondo per Nazioni (Paesaggi Urbani). Per questo ringrazio il compianto Marcello Materassi per avermi selezionato.

Inoltre rammento volentieri le foto pubblicate nel corso degli ultimi anni, in Italia ed all'Estero, su varie riviste fotografiche.

Credo però che la fotografia possa (anzi debba secondo il mio modo di pensare fin da giovane) essere considerata come una forma d'arte.

Quando la foto diventa arte allora  essa riesce ad emozionare chi scatta ed a trasmettere anche agli altri il proprio modo di percepire il grande segreto della vita.

Se questo dovesse accadere anche ad una sola persona che sta guardando una foto ad una mia Mostra personale, allora potrei dirmi molto, ma molto soddisfatto.